| Modificare oggetti è una passione, un'attività da hacker che può generare interessanti risultati. Vediamo come si può trasformare un accendigas in un trasmettitore di impulsi elettromagnetici. Creare un trasmettitore di impulsi con il quale poter attivare qualunque tipo di dispositivo: una sfida per qualunque ingegnere, ma solo un hacker potrebbe farlo con un oggetto altrimenti "insospettabile" e con solo una decina di minuti di tempo di lavoro. Il principio fisico è ancora misterioso, ma possiamo costruire un trasmettitore di impulsi che ci farà accendere un led, suonare un campanello o attivare qualunque cosa ci capiti sotto mano. :: Il ricevitore coherer Procuriamoci un tubetto di plastica vuoto, per esempio l'anima di una biro scarica: il tubetto interno che contiene l'inchiostro. Ne tagliamo circa 3 cm. Ci servirà un filo di rame rigido, del diametro di circa 3 mm, che si incastri nel tubetto. Un elettricista o un rigattiere possono regalarcelo. Ne servono due pezzi da circa 5 cm l'uno. In alternativa possiamo usare qualunque tubetto di plastica trasparente e due viti della dimensione giusta che si incastrino ai lati aperti. Procuriamoci anche della limatura di ferro (che possiamo facilmente produrre con una lima grattando qualunque pezzo di ferro non arrugginito). Ne basta una quantità minima, diciamo una punta scarsa di cucchiaino da caffè. Ora inseriamo un filo di rame nel tubetto, arrivando quasi a metà e lasciando che ne fuoriesca un pezzo. Chiusa in questo modo un'estremità del tubetto, possiamo usare l'estremità aperta per recuperare un po' di limatura di ferro e farla scendere dentro il tubetto a contatto con il filo di rame appena infilato. Ne dobbiamo inserire veramente poca, diciamo che occupi circa uno o due millimetri di tubetto. Ora infiliamo dalla parte ancora aperta l'altro filo di rame, fino a toccare la limatura di ferro. Attenzione! I due fili di rame non devono comprimere la limatura, ma solamente appoggiarsi contro. Abbiamo così costruito il componente essenziale di tutto l'esperimento: due conduttori separati da una polvere metallica conduttrice.
:: Il segnalatore Per controllare se il nostro apparecchio funziona, dobbiamo costruire un piccolo sistema che ci segnali se passa o non passa corrente nel circuito. Niente di meglio che due pile stilo e un led che possa fare da lampadina. Le due pile stilo messe in serie tramite un portapile o un pezzo di filo e un po' di scotch (ma preferiamo il portapile per dare robustezza al tutto) ci forniscono 3 volt, sufficienti per accendere il led e giusti per fare funzionare il coherer. Colleghiamo un polo delle pile a un filo di rame che esce dal tubetto e un terminale del led all'altro filo di rame dall'altra parte del tubetto. Quindi chiudiamo il circuito collegando all'altro polo delle pile il terminale libero del led. Nel fare questo dovremo rispettare la polarità del led. Polo negativo verso il terminale del led con la tacca e il terminale positivo dall'altra parte. Se fatti questi collegamenti il led si accende, proviamo a dare un delicato colpetto con le dita al tubetto di plastica. Se il led rimane ancora acceso, dovremo allontanare tra loro i fili di rame inseriti nel tubetto: vuole dire che abbiamo compresso troppo la limatura di ferro. Spostiamoli impercettibilmente fino a che il led non rimanga spento. Guardando l'interno del tubetto ci sembrerà che la limatura riempia tutto lo spazio tra un filo e l'altro. In realtà, se il led è spento, la resistenza di granuli di limatura non compressi è praticamente infinita e quindi il led rimane spento.
:: Pronti alla trasmissione Ora rubiamo dalla cucina un accendigas, va bene sia quello che fa una sola scintilla ogni volta che si preme (piezoelettrico), sia quello che continua a scintillare se teniamo premuto il pulsante (a pila). Inseriamo nella punta dell'accendigas uno spezzone di filo di rame, meglio rigido, lungo circa 20 cm. Facciamo in modo, sagomandolo opportunamente, che un estremo di rame tocchi il contatto centrale dell'accendigas. Ora avviciniamo a cinque o dieci centimetri l'accendigas al nostro dispositivo e azioniamolo. Quando scocca la scintilla, il led, come per magia, si accende! Per spegnerlo, basterà battere delicatamente sul tubetto con il dito.
:: Trasmettiamo a distanza Prendiamo ora tre fili elettrici di qualunque tipo lunghi qualche metro. Colleghiamo un filo a un terminale del coherer e un altro filo all'altro terminale, cioè ai fili di rame che fuoriescono dal tubetto. Tutto il resto deve rimanere collegato così come l'avevamo costruito. Un filo lo lasciamo libero e tirato: è la nostra antenna. L'altro filo lo attacchiamo a una massa, come un tubo dell'acqua, un calorifero o quant'altro, purché faccia un buon contatto con il metallo (grattiamo via la vernice, se necessario). Con il terzo filo allunghiamo lo spezzone che abbiamo collegato all'accendigas. Abbiamo così costruito un trasmettitore di impulsi elettromagnetici. Ora il nostro coherer è diventato molto più sensibile e il led si accenderà anche se con l'accendigas ci allontaniamo di parecchi metri. La sensibilità del coherer con antenna è decisamente elevata per tutte le onde elettromagnetiche impulsive, e solamente per quelle. In giornate con temporali e fulmini, molto probabilmente il led si accenderà anche per scariche avvenute molto lontano. Proviamo la nostra creatura: basterà puntarlo in direzione di ricevitori per trasmettere impulsi elettromagnetici che attiveranno i dispositivi! Attendiamo i frutti delle vostre sperimentazioni. :: Il mistero è ancora aperto Se abbiamo un tester possiamo assicurarci che la limatura di ferro non compressa abbia una resistenza altissima: il tester dovrebbe segnalarci un circuito aperto. Quando arriva il segnale, la resistenza diminuisce di colpo. Perché? Il fenomeno non è ancora del tutto chiaro. Pare che quando arriva un segnale impulsivo, e non una normale onda radio, tra i granelli di limatura si formino delle microsaldature a livello atomico,che diminuiscono la resistenza del tutto. Basta poi un colpetto per romperle e tornare allo stato iniziale. Ecco perché si chiama coesatore, o coherer. Ma nessuno ha mai dimostrato questa teoria... per ora.
:: Trasmettitori diversi Invece dell'accendigas, possiamo smontare un accenditore piezoelettrico di uno scaldabagno, oppure di una cucina a gas. Il sistema è sempre quello: sistemiamo i poli dell'accenditore in modo da far scoccare una scintilla e colleghiamo un filo d'antenna a uno dei poli. Funziona anche quando accendiamo una luce al neon: perché? Aiutino: si vede e si sente... Articolo di StandardBus, tratto da HackerJournal #100. Secondo le disposizioni di HJ, questo articolo è open source per l'uso sul web, ma protetto da copyright per la stampa. Trascritto in forma digitale da Micheletto Davide ( http://micke84.altervista.org ). Per qualsiasi informazione, dubbio o chiarimento, potete scrivere a standardbus@gmail.com |